Modella di Gucci e l'estremismo del movimento femminista: quando un capro espiratorio non risolve un problema sociale.

Negli ultimi giorni si è parlato molto di Armine Harutyunyan, la modella armena scelta da Gucci per rappresentare la campagna primavera/estate 2020.

La polemica nasce dal fatto che la Harutyunyan non rappresenta gli standard estetici del mondo della moda.

La reazione sui social è stata abbastanza violenta, dove tantissime persone (tra cui molte donne) si sono sentite in dovere di dire la propria, sfogando invidia e frustrazione, con insulti personali e gratuiti.

Questo episodio ci ha portato alla mente dei fatti recenti accaduti all’interno del movimento femminista.

Alcune frange estremiste del movimento femminista (che spesso ci lascia perplessi, così come tutte le posizioni estremiste) hanno avviato una campagna che condanna l’uso esclusivo di un determinato canone estetico.

La protesta nasce dall’idea che alcune donne non possano sentirsi rappresentate dalle figure femminili che spesso vengono selezionate da Case di moda e affini, a scopo pubblicitario.

Ed è questo il focus principale del nostro Caso studio.

Il movimento femminista afferma che molti dei problemi di autostima di tante ragazze siano dovuti alle agenzie pubblicitarie, che tendono a promuovere solo un certo tipo di estetica.

La protesta si dirama anche in tentativi di raccolta firme per petizioni da presentare alle aziende stesse.

Lo scopo di queste petizioni è portare le agenzie a scegliere una gamma più vasta di modelle, di differenti tipologie, così da permettere una maggiore rappresentazione di tutte le donne.

In questo modo, secondo loro, molte più ragazze avrebbero meno problemi legati all’accettazione fisica e mentale di sé stesse (vedi i deficit cognitivi legati all’autostima, o i disturbi fisici correlati, come l’anoressia, e altre problematiche dovute al dover rientrare necessariamente in determinati canoni).

Fino a qui, l’ideologia risulta essere decisamente nobile.

Ma presenta un problema.

Una falla decisamente rilevante.

E che non può essere trascurata.

A livello morale, etico, in un mondo immaginario, sarebbe tutto bello e giusto.

Ma la realtà è un’altra cosa.

Modella Gucci

Innanzitutto, a livello di marketing, si tende a dare ciò che la gente vuole.

E, purtroppo, se per una Casa di moda lo standard di modelle utilizzato è quello di un certo tipo, cambiando questi canoni, le persone non risulterebbero comunque soddisfatte.

Ci ha provato Gucci, con la sua nuova modella, e i commenti delle persone (soprattutto quelli della maggior parte delle donne) parlano da soli.

Seconda, ma non per importanza, c’è la questione più grave: quella dell’autostima.

La gravità consiste nel credere che tramite l’abolizione di determinati standard, le donne che soffrono di bassa autostima, possano inevitabilmente “guarire” da questo problema.

Ma lo ripetiamo: la realtà è un’altra cosa.

Se una persona soffre di bassa autostima perché si paragona a una donna fotografata su un cartellone, il problema si cela molto più in profondità.

In questo caso, la determinazione del proprio valore è solamente e strettamente correlata alla propria immagine.

Non è cambiando un cartellone, che si cambia una mentalità.

Perché la donna che non soffre più la competizione di una pubblicità, poiché resa simile a lei, la soffrirà con la vicina di casa, più slanciata e attraente (…).

Esattamente come la società malata di oggi insegna: più valore all’immagine piuttosto che alla sostanza.

E creando profonde insicurezze nell’individuo, facendogli credere che per valere qualcosa, sia necessaria l’approvazione altrui.

Nella fattispecie di questo caso, quella estetica.

E risulta decisamente più semplice tentare di cambiare gli altri, il mondo, puntandogli il dito contro, piuttosto che fare un radicato lavoro su sé stessi.

Un cartellone pubblicitario è un capro espiatorio di facile portata.

Fare i conti con sé stessi e la percezione reale di sé, per quanto sia un processo decisamente più utile e pregno di risultati, è anche significativamente più difficile da affrontare .

Ed è proprio da questa constatazione che prendono origine le chiacchiere inutili legate alla Modella di Gucci e le iniziative rivoluzionarie più surreali e contemporanee.

Chiacchiere e iniziative da cui, ormai da un tempo indefinibile, siamo costantemente sommersi.