Lockdown: Boom delle App di incontri

Il lockdown e le App di incontri sembrano essersi abbinate come il cacio e il pepe. Un vero e proprio Boom.

Abbiamo già affrontato l’argomento lockdown e relative conseguenze in un precedente articolo Coronavirus e corteggiamento.

In questo, però, vogliamo offrire la nostra visione in merito al fenomeno delle App di incontri, sia prima, che dopo l’evento Coronavirus.

Tinder, Badoo, Lovoo (e chi più ne ha, più ne metta…!) sono piattaforme che offrono la possibilità di realizzare i desideri di molti uomini.

Da chi è alla ricerca della propria dolce metà, a chi vuole conoscere persone, anche solo per incontri occasionali.

Certo, può essere una seccatura trovare le giuste foto, la descrizione più accattivante… o anche scoprire che dall’altra parte, non c’è la persona che ti aspettavi!

Però, quanto tempo risparmiato…!
Bene.

Poniamo una condizione di partenza: noi non siamo degli estremisti.

La nostra posizione in merito le App di incontri, si trova esattamente a metà strada tra “evitale” e “dedicati solo a queste”.

A nostro avviso, vanno considerate come ulteriore modo per conoscere nuove persone, ma che non sostituisca la conoscenza dal vivo.

Sì, perché cadere nel circolo vizioso dello “swipe facile” è un attimo.

“Scorrere” ragazze è semplice, immediato e, soprattutto, indolore.

App di incontri

Ma quanta di questa facilità, effettivamente, non è un palliativo per camuffare le proprie insicurezze?

Che fosse prima o dopo il lockdown, le App di incontri sono sempre state utilizzate per “evitare seccature”.

Come il rifiuto, ad esempio, di cui abbiamo parlato nell’articolo su come affrontare un rifiuto.

Ma come è possibile imparare a gestire le proprie insicurezze o paranoie, se con uno “swipe” al profilo, nemmeno si ha la possibilità di viverle?

E, siamo onesti: un approccio di conoscenza dal vivo è decisamente un’altra cosa.
Eccitazione, tensione, carica… di certo non ti permette di cadere nella routine priva di emozioni, spesso causata dallo scorrimento veloce delle App.

E se un processo diventa privo di emozioni sentite (che siano positive o negative) anche il risultato risentirà della medesima passività.

Riassumiamo in poche parole il concetto: le App di incontri non vanno demonizzate, ma sapute usare.
Farle diventare un vizio che sostituisce la vita reale è sbagliato quanto criticare, a prescindere, chi ne fa uso.

E, a rigor del vero, questo lo abbiamo ampiamente riportato anche nella prefazione del nostro manuale sulle chat di incontri, incluso nei percorsi Individuali.

La chiave sta, come sempre, nel buon senso.

E, soprattutto, nel non trovarsi scuse.

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