Corteggiamento e Seduzione: sono davvero correlati?

Corteggiamento e seduzione sono, in natura, due processi strettamente correlati.

Nel mondo animale, il corteggiamento implica che il maschio della specie esibisca sé stesso, affinché si inneschi il processo seduttivo verso la femmina.

Basti pensare all’esempio più classico della coda del pavone maschio.

Da questo si può tranquillamente comprendere la correlazione tra questi due fattori: il corteggiamento è l’atto volto ad attivare il processo della seduzione.

Bene.

Tutto ciò avviene all’interno del mondo animale ed essendo l’uomo, anch’esso un animale, non può sottrarsi a questi due elementi.

C’è, però, un problema.

La ragione conferita all’uomo, rispetto gli altri animali, lo ha portato nel tempo ad elaborare in maniera soggettiva il significato reale dei termini.

Per l’uomo medio e la società in cui è cresciuto:

Corteggiamento = attenzioni dovute;

Seduzione = inganno.

Perfetto.

Ecco come si mandano a puttane distinti principi naturali con infondate convinzioni sociali.

Se hai già letto diversi nostri articoli, ti sarai reso conto di quanto condanniamo la parola “corteggiamento”.

Ma che sia chiara una cosa: non è il processo naturale che ripudiamo, ma il significato che il mondo odierno gli attribuisce.

Far sentire apprezzata una donna e prestarle attenzioni spontanee, non sono di certo azioni da condannare.

Ma dal momento in cui reputi indispensabile una serie di gesti e azioni, in funzione della sua approvazione, è qui che alteri la reale concezione di “corteggiamento”.

Ed è qui, che cominciamo a prendere le distanze.

“L’uomo corteggia, perché è la donna che sceglie”, è naturalmente corretto.

“L’uomo dà oltre il necessario, affinché la donna possa dargli della considerazione”, è come viene realmente interpretato.

Eccolo, il problema.

E ora ti diremo di più.

Se è vero che corteggiamento e seduzione sono strettamente correlati, è anche vero che l’interpretazione sbagliata del primo termine, fa scaturire un’interpretazione negativa del secondo.

Se la tua concezione di “corteggiamento” è porre una donna su di un piedistallo e riempirla di attenzioni che non vorresti, pur di arrivare alla sua approvazione, i tuoi gesti vengono percepiti come palesemente subdoli.

Perché lo sono!

“Le donne se la tirano troppo” o “i romantici non sono più apprezzati” sono le eterne scuse di chi dà oltre il necessario, con l’aspettativa di ricevere qualcosa indietro.

Ed è questo il ragionamento che fa la maggior parte degli uomini.

Parte dal presupposto che corteggiare significhi porsi un target e investire oltremisura, pur di accedere ad un

seduzione e corteggiamento

minimo di attenzione che a tutti gli altri non viene data.

Lei se la tira troppo?

No, amico.

Se lei se la tira, è più che giustificata.

Se tu poni il valore di un’altra persona che non conosci, a prescindere, a 8 metri dal tuo, lei ha tutte le ragioni del mondo di sentirsi diva.

E la soluzione non è sminuire lei.

Ma capire perché poni così in basso te stesso.

Corteggiare, nella concezione corretta del termine, significa farsi avanti e mostrare chi si è davvero, ad una donna.

Esporre la propria autenticità e coerenza.

Quella che distingue te da chiunque altro.

È da questo corteggiamento che si origina la seduzione, quella genuina, che non è un inganno e che non viene percepita come tale.

Strafare, soffocare di attenzioni e gesti, più di ciò che davvero si vorrebbe, pur di strappare un briciolo di approvazione da una donna, non è corteggiamento.

È mancata percezione del valore di sé stessi, verso gli altri.

Ottenere quel briciolo di attenzione, alla fine di tutto, non è sedurre.

È impietosire.

E le scuse “ormai le donne vogliono solo chi le tratta male” o “solo gli stronzi attraggono”, non reggono più da decenni.

No.

Il problema, non sono le donne.

E nemmeno gli stronzi.

Ma le scuse.

Gli Istruttori di ACS