“Baciami!”: evitare l’inevitabile, non è cosa per tutti.

Veloce e intensa analisi sulla dinamica intercorsa nel triangolo Ciavy, Valeria e Alessandro, tentatore del reality.

Ben ritrovati nella nostra rubrica “Casi studio” che ha come protagonista una coppia del reality “Temptation Island”: Valeria Liberati e Andrea Maliokapis conosciuto come Ciavy.

“Baciami” dice Alessandro Basciano, tentatore di Tempation Island, in questo  video.

Che dire? 16 minuti di puro strazio visivo, in una tiritera di “suspance” di serie Z, creata su qualcosa che già si sapeva come sarebbe finita.

Breve riassunto:

Ciavy e Valeria partecipano al programma Temptation Island.
Valeria nel villaggio dei single conosce Alessandro,  la sua tentazione maschile.
Fin da subito c’è un forte tira e molla, fisico e mentale (soprattutto fisico).
Alla fine si baciano.
Ciavy accusa il colpo.
Ma è quasi come se avesse messo in preventivo l’esito della serata.
Tanto che spesso anticipa Filippo Bisciglia, il conduttore.

Perché? Perché “si sapeva”. Tutta la clip è un continuo susseguirsi di frasi stereotipate da parte di lui:

“Baciami!”: evitare l’inevitabile, non è cosa per tutti.“Almeno darsi un valore come donna!”

“Manca, innanzitutto, di rispetto a sé stessa!”

E da parte di lei:

“Io, se non l’ho fatto (baciare, ancora, il ragazzo single) è per rispetto!”

Insomma, questo video, cosparso di musiche da “suspance” e moralismi forzati, non coinvolge neanche un po’ (se non per la simpatia del ragazzo single) perché è prevedibile.

Ed è prevedibile, perché gli stessi partecipanti sanno già quale sarà l’esito di tutto.

Ciavy sa benissimo di non potersi “fidare” della donna con cui sta da 4 anni.

Valeria sa benissimo di non amare il suo ragazzo.

E quindi?

Quindi serve un programma nazionale per ammetterlo reciprocamente e definitivamente.

Ora, non c’è nulla di male nell’utilizzare questa modalità di comunicazione. “Se puoi farlo, fallo in grande”.

Il problema sussiste per tutte quelle coppie che, pur di combattere a favore della causa del “rapporto perfetto”, tralasciano gli unici elementi importanti dell’equazione: sé stessi.

Un rapporto tirato avanti per quattro anni, in cui palesemente non c’è fiducia tra i partner  è un rapporto finito ancor prima di iniziare.

Un gioco in cui entrambi hanno “bluffato” con le carte che avevano in mano, con lo scopo di prolungare la partita per un tempo indeterminato… senza un fine preciso.

Ognuno nasconde sé stesso dietro l’ideale di relazione che “deve necessariamente esistere”.

Ma “già si sapeva come sarebbe andata a finire”.

Ciavy e Valeria hanno avuto la possibilità di poterselo ammettere (e non di capirlo) tramite un programma televisivo nazionale.

Tutti gli altri, nella stessa situazione, potrebbero (dovrebbero) trovare un sistema più pratico.

Come iniziare a scoprire le carte, partendo dal giocatore più scaltro.

La coppia ideale si crea quando due individui, completi, mantenendo la loro unicità, decidono di condividere esperienze di vita insieme.

Il trucco è agire in funzione di sé stessi, senza bluff, per creare l’ideale di coppia.

Non agire in funzione dell’ideale di coppia, sperando che rappresenti sé stessi.